Concorso di narrativa

“Caffè Letterario Moak” è giunto alla sua decima edizione. La rotondità dei numeri, si sa, induce a tirare righe e computare bilanci. In questi dieci anni abbiamo avuto 1784 racconti partecipanti, per 1632 autori, con una tendenza di crescita costante negli anni, si sono avvicendati 44 giurati e un numero lettori stimato tra sette e undicimila unità.
Ma i numeri hanno una importanza relativa, quello che più conta sono i successi che i nostri autori hanno conseguito dopo l’esperienza di “Caffè Letterario Moak”. Infatti di questi autori sono molti quelli che hanno avuto riscontri importanti nell’editoria “ufficiale”. Ne citiamo alcuni tra i più eclatanti: Roberta Lepri, autrice di La filastrocca del caffè, racconto vincitore dell’edizione 2008 che nel 2010 ha pubblicato il romanzo La ballata della Mama nera, edito da Avagliano. Lo stesso vale per Caterina Cavina, simpaticissima giornalista bolognese, terza classificata nel 2003 con il racconto La collana di caracolli, assai apprezzato dalla scrittrice Silvana Grasso, e oggi autrice di La merla e di Le ciccione lo fanno meglio, romanzi editi da Baldini Castaldi Dalai. Mentre Anna Melis giunta terza nel 2007 con Il caffè di Julia di recente è stata finalista del prestigioso Premio Calvino.
Non si possono comunque non citare altri autori come Maria Carmela Miccichè, vincitrice della prima edizione, successivamente brillante vincitrice di altri concorsi. Ma anche Katia Inserra, vincitrice nel 2007 con Che male c’è?; Riccardo Balzarini autore dell’esilarante La donna del mercoledì; Caterina la Rocca, finalista nel 2007 con L’antico caffè Ceram;, Maurizio Luglio, autore dell’originale Una bella tazza di caffè che dopo aver partecipato al concorso, hanno pubblicato romanzi e raccolte di racconti.
Singolare poi l’iniziativa di alcuni autori che hanno preso spunto dal tema del concorso per realizzare, indipendentemente da Caffè Letterario Moak, un’antologia di racconti sul caffè, come Saro Fronte e Rita Picciotto.
Tra i partecipanti per i quali il concorso è stato un momento significativo, si può ricordare di certo Mauro Mirci, che ha ripreso a scrivere dopo essersi imbattuto, durante il viaggio di nozze, nel bando di Caffè Letterario Moak e che dalla seconda edizione in poi ha partecipato costantemente al concorso, rientrando sempre tra gli autori di racconti segnalati e classificatosi secondo nell’edizione 2005 con L’uomo del caffè.

Che Caffè Letterario Moak porti fortuna? Può essere, del resto la campagna pubblicitaria duemilaundici dell’azienda promotrice è tutta incentrata sulla fortuna. Ma il nostro emisfero razionale ci rimanda a una riflessione molto più concreta ed esatta, e cioè che il concorso è cresciuto in numero, partecipanti ma soprattutto in qualità. Qualità che è stata perseguita sin dalla prima edizione “arruolando”, a garanzia di questo intento, alcuni tra gli esponenti più prestigiosi della cultura e dell’editoria italiana. 
L’edizione di quest’anno, che nella grafica rende omaggio alla grandissima Alda Merini, si pone come punto di svolta nella vita del premio. Un nuovo punto di partenza da cui continuare a scrivere la storia del nostro premio.

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