Vi siete mai chiesti perché il cinema ama il caffè?

Chi ama il cinema sa, e può facilmente ricordare, quante sono le scene girate da registi famosi nei loro film che hanno utilizzato il consumo di caffè come contesto per i dialoghi dei protagonisti: in ogni genere e stile. O semplicemente per creare atmosfere particolari.

Che siano scene della più classica commedia italiana (Divorzio All’Italiana, Tutta Colpa Del Paradiso, I Soliti Ignoti, tanto per citarne alcuni) oppure scene del miglior cinema d’autore americano come Pulp Fiction e Le Iene di Tarantino, o Inception nella sua scena a più alta tensione, le sequenze raccontano il ruolo che il caffè assume nelle pause e nello scandire il tempo della vita di ognuno.

I registi, pertanto mettono tra le mani degli attori, sui banconi da bar o sui tavolini all’aperto che fanno da scenografia, tazzine di caffè che ciascuno di essi sorseggia, tiene tra le mani e degusta con le caratterialità corrispondenti al proprio personaggio.

Certo, perché il caffè è una pausa di convivio per eccellenza. Ma anche di riflessione e di relax. Consentendo la più totale apertura e ricettività dei sensi.

 

 

La scena col caffè più nota e memorabile

È certamente quella con Robert De Niro protagonista: la scena più memorabile col caffè è racchiusa nel capolavoro di Sergio Leone, C’era Una Volta In America.

De Niro, distrutto dal dolore per la partenza del suo grande amore, sparisce per giorni e non dà notizie ai compagni gangster.

Gli viene offerta una tazzina di caffè e lui gira il cucchiaino per un interminabile minuto. Intanto osserva gli altri intorno a lui, cerca di capire cosa stanno tramando, mentre gli altri cercano di capire cosa stia pensando lui.

Il tutto in un totale silenzio infranto solo dal rumore metallico del cucchiaino che gira nella ceramica della tazzina che ha il ruolo di “ponte” emotivo tra i diversi personaggi della scena.

Un silenzio pieno di atmosfera e sensi aperti. Protagonista indiscusso: il caffè.