Lo swing: musica allegra per anime malinconiche

Lo swing nasce da una costola del jazz anni ’20 e nella sua traduzione (dondolante) trova la sua natura: ritmica saltellante per sopportare il periodo buio del proibizionismo americano. E’ la colonna sonora del Cotton Club, della voce di Duke Ellington e degli strumenti musicali che lo resero famoso: batteria, chitarra, pianoforte e soprattutto contrabbasso.

Nacquero in seguito formazioni più orchestrali, le cosiddette big band, formate da 20 e a volte  30 elementi, che animarono le sale da ballo e che videro il loro declino intorno agli anni ’40/50, con l’arrivo di generi musicali che impiegavano un minor numero di musicisti per intrattenere il divertimento delle sale da ballo.

Protagonisti dello swing come  Benny Goodman, Jimmy Dorsey, Tommy Dorsey, Glenn Miller, Woody Herman, Harry James e Artie Shaw dovettero quindi ritirarsi e lasciare posto agli urlatori e al rock.

 

 

Sul fronte italiano, i protagonisti indiscussi furono il Trio Lescano, Alberto Rabagliati, Nicola Arigliano, che imitando il filone americano diedero vita anch’essi ad una corrente tutta nostrana di swing ballabile che faceva da colonna sonora al triste momento che si viveva durante e dopo la seconda guerra mondiale.

Negli anni ’80 un cantante di Roma, Sergio Caputo, portò al successo un album che rispolverò lo swing rendendolo nuovamente attuale, fatto di sonorità e parole tipiche di una allegria dal retrogusto malinconico. Un Sabato Italiano, titolo dell’album di Caputo, è ancor oggi un disco cui la mente ricorre quando si vuole esprimere uno stato d’animo che non nega una malinconia di fondo ma la affronta con leggerezza.

Chi ama lo swing, quindi, non può che scegliere di esaltarne la ritmica con la miscela MySwingCoffee, che unisce aromi e profumi di fiori e agrumi, mixati sapientemente ai sapori pieni del cacao e delle nocciole.

E tu che caffè ascolti?