Caffè e salute

Per molti decenni il caffè, il suo uso e abuso e il suo componente principale, la caffeina, sono stati avvolti da un’aurea di miti ed affermazioni distorte che la letteratura medica più recente ha decisamente sconfessato, grazie a ricerche approfondite.

Caffè e stomaco
Per il sistema digerente, l’effetto più eclatante svolto dal caffè è la produzione di secrezione acida da parte dello stomaco, che non risulta controproducente in un soggetto sano, anzi stimola la funzione digestiva. Per chi soffre invece di disturbi gastrointestinali (ulcera peptica o gastrite), è consigliato di limitare il consumo di caffè. Occorre sottolineare che, in virtù del suo sapore amarognolo, la bevanda stimola la produzione di saliva, bile e la motilità intestinale, ovvero favorisce la digestione.

Caffè e gravidanza
Le donne non devono rinunciare al caffé durante il periodo dell’allattamento, perché è stato dimostrato che nel latte delle nutrici, la caffeina raggiunge il suo livello massimo dopo circa un’ora. La bevanda non provoca disturbi nemmeno durante la gestazione, come ha dimostrato uno studio su 12.208 donne incinte. (Linn et al.: No Association between Coffee Consumption and Adverse Outcomes of Pregnancy, N. Engl. J. Med. 306, 1982).

Caffè e dieta
Una tazzina di caffè, senza l’aggiunta né di latte né di zucchero, apporta al massimo 2 calorie, un valore del tutto trascurabile. Anzi, nel caso un soggetto volesse seguire una dieta dimagrante o ridurre l’assunzione di cibo, una tazzina di caffè aiuta ad allontanare la sensazione di fame. Inoltre, è stato dimostrato che bevendo tutti i giorni 3 o 4 tazzine di caffè, l’attività metabolica aumenta del 10% rispetto a quella di consumatori non abituali.

Caffè e colesterolo
Un possibile aumento del colesterolo a seguito dell’assunzione di caffè dipende dal modo in cui viene preparata la bevanda. Il cafeolo e il cafestolo, due composti presenti nella parte grassa del caffè, sono i responsabili di tale effetto. Il caffè bollito è quello che in assoluto contiene il maggiore quantitativo di cafeolo e cafestolo. Al contrario, il filtrato, l’istantaneo, l’espresso e il caffè preparato con la moka non contengono assolutamente questi componenti o sono presenti in parti talmente minime da non influire sul livello di colesterolo.

Caffè e invecchiamento
Grazie al suo forte potere antiossidante, il caffè è un alleato prezioso nella lotta contro i radicali liberi. Responsabile di questo effetto è soprattutto la caffeina, come è stato dimostrato da uno studio condotto presso il Bhabha Atomic Research Centre di Bombay (India). I dati rilevati hanno dimostrato come il potere antiossidante della caffeina sia maggiore di quello della vitamina C.

Caffè e tumori
Negli ultimi due decenni presso gli Stati Uniti sono stati svolti studi metodologicamente approfonditi che hanno confutato le presunte ipotesi che il caffè potesse provocare l’insorgenza di tumori, soprattutto quello al pancreas. Studi recenti hanno invece dimostrato che il caffè ha un’azione protettiva del colon contro il tumore.

Caffè e cuore
Per quanto riguarda l’apparato cardiovascolare, la caffeina ha indubbiamente un effetto vasodilatatore ed esercita un’azione cardiotonica, ma che comporta un aumento della pressione appena percettibile e non rilevante a livello clinico. Le errate conclusioni a cui si era giunti in passato, riguardo alla responsabilità della caffeina in casi di ipertensione o di palpitazioni, sono da ricondurre al fatto che in questi campioni di popolazione presi in esame non erano state considerate altre variabili, quali le abitudini di vita, lo stress e il consumo di sigarette. Una risposta definitiva è arrivata con lo studio di un’equipe, guidata dal dottor Lauretta A. Lynn (Hearth and Lung, luglio-agosto 1992) che afferma: “non sono stati trovati riscontri oggettivi che possano far pensare a una correlazione tra assunzione di caffè e sviluppo di affezioni coronariche”.

Reni e respiro
Nessuna alterazione al respiro; il caffè migliora il funzionamento dei reni e stimola la diuresi.

Abuso e intolleranza
La dose massima di caffeina che si consiglia di non superare nel corso di una giornata, (soprattutto nel caso di soggetti ansiosi o in gravidanza) è di circa 600 mg, che è contenuta in circa 8 tazzine di caffè. In caso di abuso di caffè, si possono riscontrare, specialmente in soggetti sensibili, disturbi come irritabilità, sonno agitato e interrotto, crampi alla muscolatura, vampate di calore alternate a sensazioni di freddo e sudorazione. Esistono, però, dei casi di intolleranza e condizioni in cui il consumo di caffè deve essere limitato come in presenza di gastrite, ulcera peptica, enterite, colite, se si è soggetti a eccitabilità, crampi muscolari o a ipertiroidismo.

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